MOTOAGRICOLA CARATTERISTICHE E STORIA

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La motoagricola nasce nel secondo dopoguerra per aiutare gli agricoltori ad eseguire le lavorazioni nei campi affidandosi a un mezzo più maneggevole rispetto al traino animale. La motoagricola ha rappresentato la soluzione più economica e idonea a soddisfare l’esigenza di avere un mezzo di trasporto in grado di sostituire il traino animale.

Secondo il Codice della Strada la motoagricola è quel “veicolo destinato, oltre che alla esecuzione dei lavori agricoli, al trasporto per conto delle aziende agrarie di prodotti agricoli e sostanze di uso agrario, nonché di macchine, attrezzature agricole e accessori funzionali per le lavorazioni meccanico-agrarie”.

In base alla tipologia di terreno e all’utilizzo che ne deriva la moto agricola è classificabile in diverse tipologie con caratteristiche specifiche per ciascun modello:

 

  • moto agricola a due elementi: abbinamento di un motocoltivatore monoasse a un rimorchio di piccole dimensioni, collegati rigidamente attraverso un assale che può essere solo portante o anche motore
  • Il transporter: è il tipo di motoagricola più evoluto a quattro ruote motrici solitamente isodiametriche, cabinato o meno, con cassone di carico posteriore

 

Rientrano nella categoria delle motoagricole anche i portattrezzi, muniti di pianale di carico anteriore, con motore da 5 a 15 CV (3-11 kW) di potenza

Dall’Inghilterra arriva una delle prime moto agricole, il Motocart, era il 1946 quando la Opperman a partire dal 1946 ha sciluppato un prototipo con telaio a triciclo, una ruota anteriore motrice e due ruote posteriori di minor diametro e con freni a tamburo. Il motore è un monocilindrico di 8 CV (6 kW), raffreddato ad aria, e il cambio è a 4 marce, la velocità massima sfiora i 18 km/ora, la capacità di carico è di 15 q.

In breve tempo tutti hli altri costruttori iniziarono a produrre moto agricole, anche in Italia la Moto Guzzi commercializza il suo  motocarro “Ercole” con motore a un cilindro orizzontale di 500 cm³ della potenza di 18 CV (13 kW) a 4.300 giri/min, anche in allestimento agricolo, con carico massimo di 15 q.

Nata come semplice abbinamento di un carrello al motocoltivatore, nei primi anni Sessanta la motoagricola diventa un mezzo concepito per i trasporti agricoli. I costruttori italiani si mettono alla prova proponendo i lroo. Nel 1965 vengono immatricolate 3.209 nuove motoagricole, con una crescita notevole delle immatricolazione per tutti gli anni successivi. . Il settore si sviluppa sempre di più soprattutto con la realizzazione di trasporter sempre più evoluti: un mezzo agricolo nato per trasportare il carico piuttosto che trainarlo è oggi diventato indispensabile ed è adattato alle diverse richieste dell’industria, dell’agricoltura e del settore municipale come veicolo multifunzione.Rispetto al trattore tradizionale munito di rimorchio il transporter tra ha il vantaggio di essere più compatto e maneggevole oltre che garantire una maggiore stabilità sui terreni ripidi.

 

 

 

 

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